Detransizione
La detransizione indica l'interruzione o l'inversione (totale o parziale) di una transizione di genere intrapresa in precedenza. È un tema che nel sistema sanitario e nell'informazione pubblica è rimasto a lungo in ombra — pur contenendo informazioni cruciali sui rischi dell'attuale percorso medico, in particolare per i giovani.
Che cosa comporta la detransizione
La detransizione può avere più dimensioni. Una detransizione sociale significa il ritorno al nome, ai pronomi o alla presentazione precedenti alla transizione. La detransizione giuridica riguarda l'inversione della registrazione del sesso. La detransizione medica comprende l'interruzione degli ormoni o, in alcuni casi, interventi chirurgici per correggere (in parte) cambiamenti fisici già avvenuti — una chirurgia che a sua volta comporta nuovi rischi e conseguenze permanenti.
Non ogni detransizione è completa o permanente: alcune persone smettono temporaneamente, altre tornano definitivamente a vivere nel proprio sesso biologico.
Motivi della detransizione
La ricerca mostra un quadro variegato. Una revisione sistematica del 2024 (PubMed, 2024) e il lavoro di Vandenbussche (2021) e di studi successivi indicano, tra l'altro:
- rendersi conto che i propri problemi non sono stati risolti dalla transizione medica;
- disturbi psichici sottostanti (depressione, trauma, autismo, disturbi alimentari, omofobia interiorizzata) interpretati erroneamente come disforia;
- rimpianto per cambiamenti fisici irreversibili (seno, voce, fertilità, funzione sessuale);
- la sensazione, a posteriori, di non essere stati informati a sufficienza o di essere finiti in un percorso di cura troppo rapido;
- il ritorno a un'immagine di sé coerente come (spesso) uomo omosessuale o donna lesbica.
Nelle fonti attiviste la detransizione viene spesso ridotta a «pressione sociale dall'esterno». La ricerca e le testimonianze di chi ha detransizionato mostrano che i reali motivi sono per lo più più complessi e riguardano spesso il rimpianto e la presa di coscienza a posteriori.
Persone note che hanno detransizionato
Keira Bell è la persona britannica più nota ad aver detransizionato. Da ragazza iniziò con i bloccanti della pubertà presso la clinica Tavistock GIDS, percorse l'intero iter medico e in seguito detransizionò. Avviò la causa Bell v. Tavistock (2020), nella quale la High Court britannica stabilì che era altamente improbabile che i bambini di 13 anni o meno, e molto dubbio che i ragazzi di 14 e 15 anni, potessero dare un consenso «Gillick-competente» ai bloccanti della pubertà. Nel 2021 la Court of Appeal annullò quella sentenza. Bell testimoniò che alle cliniche era stato reso facile avviare un percorso, ma che le conseguenze a lungo termine — perdita irreversibile della fertilità e della funzione sessuale — non erano state comunicate in modo adeguato.
Walt Heyer è un autore e attivista americano che ha scritto diversi libri sulla propria detransizione. Attraverso il suo sito sexchangeregret.com raccoglie le testimonianze di altre persone con rimpianto della transizione. Il suo lavoro è importante come contrappeso documentato fin dall'inizio all'idea che la transizione medica abbia quasi sempre successo.
Storie e ricerche sul rimpianto della transizione e sulla detransizione: transspijt.nl.
A livello internazionale è attiva una grande comunità online di persone che hanno detransizionato, tra l'altro su Reddit/r/detrans (decine di migliaia di iscritti). Nei documentari The Detransition Diaries (Jennifer Lahl) e Dysphoric (2023) prendono la parola diverse persone che hanno detransizionato.
Prevalenza e dibattito
Quanto spesso avvenga la detransizione è difficile da misurare. Molte cliniche non hanno seguito, o quasi, le persone che hanno detransizionato, e chi prova rimpianto spesso non torna dallo stesso operatore sanitario — il che può sottostimare sistematicamente i dati. Le stime variano quindi molto. Le cifre più vecchie, di circa l'1% (da coorti precedenti al 2010), sono considerate dai ricercatori critici non confrontabili con l'attuale popolazione di giovani con disforia a insorgenza tardiva.
La Cass Review (2024) britannica ha concluso che i dati disponibili sulla detransizione sono decisamente insufficienti e che mancano quasi del tutto follow-up affidabili a lungo termine. Una revisione critica della letteratura (PMC, 2024) lo conferma in modo strutturale: le cifre di prevalenza dipendono dalla definizione di detransizione e dalla qualità del follow-up, ed entrambe sono problematiche nella letteratura esistente.
Esperienze di chi ha detransizionato
Chi ha detransizionato costituisce un gruppo eterogeneo. Un numero crescente di testimonianze in patria e all'estero descrive gravi sofferenze: farmaci a vita o complicanze post-operatorie, perdita della fertilità e della funzione sessuale e la sensazione di aver preso da giovanissimi una decisione irreversibile le cui conseguenze sono diventate visibili solo più tardi. Vedete ad esempio la testimonianza personale in HP/De Tijd.
Nei Paesi Bassi esiste a malapena un'assistenza successiva specializzata per chi ha detransizionato. Molte persone trovano sostegno in comunità online (internazionali). L'organizzazione belga Cry for Recognition riunisce testimonianze di persone che hanno detransizionato, genitori e clinici e offre fonti in lingua olandese.
Il lato giuridico
La detransizione ha anche una dimensione amministrativa: registrazione del sesso, nome e documenti possono essere modificati di nuovo, con nuovi costi e tempi. Vedete gli aspetti giuridici della detransizione.
Che cosa significa per la pratica sanitaria
Le esperienze di detransizione offrono solidi argomenti a favore della prudenza nel modello assistenziale affermativo del genere, soprattutto per i minorenni e i giovani adulti. Ciò vale tanto più perché molte condizioni concomitanti — autismo, depressione, trauma, disturbi alimentari — possono avere un ruolo che in un approccio puramente affermativo sfugge. Un percorso accurato, orientato all'esplorazione (invece della conferma automatica), è ormai assunto come linea guida, tra gli altri, da Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Regno Unito.
Vedi anche
Detransizione nella rete
Anche altri siti di questa rete trattano l'argomento:
Detransizione — alfabetbende.nl
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Detransizione — genderellende.nl
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Detransizione — prevalenza, motivi, durata
genderrisico.nl
Ricerca sulla detransizione
dutchprotocol.nl
Detransizione e identità
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Che cos'è la detransizione? — gender123.nl
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